Ritratti di signore: le donne protagoniste del festival

Ritratti di signore. È uno dei fili rossi della terza edizione del Lecco Film Fest, da sempre volto a celebrare lo sguardo femminile in tutte le sue forme. Non solo grazie alle parole, ai racconti, alle riflessioni di attrici, autrici e cineaste che lavorano nell’industria dell’audiovisivo, ma anche attraverso le storie delle protagoniste dei film in programma.

A partire dalle attrici che incontreranno il pubblico del festival, Sabrina Impacciatore (giovedì 7 luglio alle 19) e Valeria Solarino (sabato 9 luglio alle 18), tra le più poliedriche e carismatiche interpreti di cinema e serialità, entrambe impegnate nella commedia come nel dramma.

Sabrina è una presenza cara a Gabriele Muccino, che l’ha consacrata con L’ultimo bacio, e ha lavorato con Ettore Scola, Carlo Vanzina, Mel Gibson, Paolo Genovese. Valeria è arrivata sul grande schermo dopo i primi passi in teatro, trovando personaggi di spessore nei film di Alessandro D’Alatri, Giovanni Veronesi, Sydney Sibilia, Wilma Labate. Insieme le abbiamo viste nel cast di A casa tutti bene proprio di Muccino, in cui erano due ex cognate di forte temperamento.

Rivelazione dell’ultima stagione cinematografica, candidata al David di Donatello (vinto, per soli tre voti, da Swamy Rotolo, che ha illuminato la seconda edizione del Lecco Film Fest con A Chiara, presentato in anteprima nazionale in Piazza Garibaldi nel 2021), Rosa Palasciano è la protagonista di Giulia (sabato 9 luglio alle 21), la scatenata commedia indie di Ciro De Caro che lei stessa ha co-sceneggiato con il regista.

Nata attrice e diventata sceneggiatrice, Giulia Louise Steigerwalt è passata dietro la macchina da presa con Settembre (giovedì 7 luglio alle 21), una commedia agrodolce che ci invita a non smettere mai di avere fiducia nel futuro. Interpretata da attrici in stato di grazia (Barbara Ronchi e Thony, amiche che si scoprono sempre più vicine, le giovanissime Margherita Rebeggiani e Tesa Litvan), l’opera prima ha ricevuto il Nastro d’Argento per il miglior regista esordiente.

È al terzo film Laura Bispuri, una delle voci più interessanti del nuovo cinema italiano, già in concorso in prestigiosi festival internazionali, che con Il paradiso del pavone (venerdì 8 luglio alle 21) mette in scena una riunione di famiglia molto particolare, dominata dalla matriarca interpretata da Dominique Sanda, icona del cinema europeo che ha lasciato il segno in capolavori come Il conformista e Novecento di Bernardo Bertolucci, Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica, Al di là del bene e del male di Liliana Cavani. Nel cast femminile ci sono anche due tra le più brave e importanti attrici contemporanee (Alba Rohrwacher, che ha recitato in tutti i film di Bispuri, e Maya Sansa), una signora del teatro (Maddalena Crippa) e giovani di belle speranze (Yile Vianello, Ludovica Alvazzi Del Frate, Carolina Michelangeli).

E il festival si chiude con un film, Leonora addio di Paolo Taviani (domenica 10 luglio), realizzato da una produttrice coraggiosa e audace, Donatella Palermo, che ha mosso i primi passi con l’allora esordiente Roberta Torre, trovando subito ampi riscontri con l’anomalo musical Tano da morire. Nel corso degli anni ha lavorato con maestri come Vittorio De Seta e Citto Maselli, raggiungendo il successo internazionale insieme a Gianfranco Rosi: il loro Fuocoammare, il commovente documentario sui migranti, ha vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino ed è stato candidato all’Oscar.

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