LFF22, Giulia Louise Steigerwalt: «Lo sguardo femminile arricchisce l’immaginario del cinema»

Giulia Steigerwalt (Foto Karen Di Paola)

Il Lecco Film Fest entra nel vivo con le proiezioni serali in Piazza Garibaldi ed è Giulia Louise Steigerwalt ad inaugurare il festival con la sua opera prima, Settembre, prodotta da Groenlandia e Rai Cinema.

«È un mese sospeso tra estate e autunno, dove quasi tutto comincia, un tempo e un luogo quasi fisico a cui e in cui ci si dà appuntamento» spiega la regista, che negli ultimi anni si è affermata come sceneggiatrice di commedie come Moglie e maritoCroce e deliziaIl campioneMarylin ha gli occhi neri.

Il film è un mosaico di storie in cui i personaggi si toccano, si sfiorano e finiscono per influenzarsi reciprocamente. A partire da Maria, colta nel momento in cui da bambina diventa adolescente: «Torna dalle vacanze estive, inizia un flirt con un ragazzo e si scopre complice del suo amico. Tutto in un pomeriggio. Questa è una storia vera, me l’ha raccontata una mia amica, che racconta di come un attimo fa cambiare la vita, muta come ci si sente. Questo vale per lei, come per gli altri personaggi».

Il tono scelto è quella della commedia ma in equilibrio con il dramma, come nella tradizione italiana ma anche in linea con il dramedy indie americano: «Le storie vengono guardate stando accanto ai personaggi, disvelando le loro contraddizioni senza dare giudizi, con affetto e comprensione».

Steigerwalt esordì nel 1998 come attrice in Come te nessuno mai e al suo debutto alla regia si è ritrovata a dirigere attori giovanissimi: «Ho pensato molto a me ragazzina di fronte alla macchina da presa e con loro ho cercato di fare ciò che all’epoca fecero con me: mantenere l’autenticità».

Settembre è il primo progetto di Lynn, la struttura editoriale di Groenlandia che si occupa di regie al femminile. «Non ha senso fomentare la guerra tra i sessi, le lotte tra uomini e donne non portano a niente. L’obiettivo è riequilibrare le differenze tra donne e uomini nell’industria e di conseguenza arricchire un immaginario che per anni è stato giocoforza forgiato dalla prospettiva maschile. È un bene per tutti, non solo per le donne».

La fotogallery by Kare Di Paola

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