Lecco Film Fest 2026 — Con tutte le sue creature

Il Cantico delle Creature

Il titolo di questa edizione è ispirato dal Cantico delle Creature di Francesco d'Assisi, il testo poetico più antico in lingua italiana, composto intorno al 1224.

Nel 2026 ricorre l'ottavo centenario della morte del Santo di Assisi: un anniversario che il Lecco Film Fest sceglie di celebrare con i protagonisti del cinema, il dibattito culturale, le opere filmiche, il pubblico.
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Un incontro lungo un secolo

Francesco d'Assisi è morto il 3 ottobre 1226. In ottocento anni la sua figura ha attraversato l'arte, la letteratura, la spiritualità e il cinema — mistico, ribelle, riformatore sociale, poeta, ecologista ante litteram.

Il Poverello di Assisi

1911

Il Poverello di Assisi — Enrico Guazzoni

Sedici minuti di pellicola muta con Emilio Ghione, prodotti dalla Cines per l'Esposizione di Torino. Francesco entra nel cinema non come soggetto devozionale, ma come simbolo di identità nazionale.

Frate Sole

1918

Frate Sole — Ugo Falena

Primo vero kolossal francescano: girato tra Assisi e Gubbio con scenografie di Duilio Cambellotti, fotografia colorizzata e colonna sonora orchestrale di Luigi Mancinelli pensata per l'esecuzione dal vivo.

Francesco, giullare di Dio

1950

Francesco, giullare di Dio — Roberto Rossellini

Girato con veri frati minori del convento di Maiori. Un atto di fede cinematografica oltre che religiosa. Alla prima proiezione all'Antonianum di Roma, la maggior parte dei padri abbandonò la sala.

Francesco di Assisi — Liliana Cavani

1966

Francesco di Assisi — Liliana Cavani

Primo film prodotto dalla Rai. Lou Castel dà volto a un Francesco sessantottino ante litteram. Provocò un'interpellanza parlamentare. La critica lo considera il miglior film sul Santo di Assisi.

Uccellacci e uccellini

1966

Uccellacci e uccellini — Pier Paolo Pasolini

Totò e Ninetto Davoli predicano agli uccelli come fraticelli. Il Cantico riscritto in dialetto romanesco: un'operazione di poesia e ironia insieme.

Fratello Sole, Sorella Luna

1972

Fratello Sole, Sorella Luna — Franco Zeffirelli

Francesco nell'immaginario della controcultura: giovane, bellissimo, contestatore. Un kolossal pop che parlò a una generazione intera e portò il Cantico ovunque.

Francesco — Liliana Cavani 1989

1989

Francesco — Liliana Cavani

Mickey Rourke e Helena Bonham Carter. La strada dell'interiorità e del conflitto. La scena delle stimmate resta uno dei momenti più intensi di tutta la filmografia francescana.

Chiara — Susanna Nicchiarelli

2022

Chiara — Susanna Nicchiarelli

Lo sguardo spostato dal Santo alla donna. Un musical medievale su Chiara d'Assisi, radicale e libera, che nella clausura trovava l'unico spazio in cui non appartenere ad alcun uomo.

Non una lirica sulla natura.
Una poesia sulle relazioni.

Fratello Sole
Sorella Luna
Fratello Vento
Sorella Acqua
Fratello Fuoco
Madre Terra

Ogni elemento del mondo viene nominato due volte — una volta con il suo nome, una volta con un titolo di parentela.
Ogni creatura è qualcuno, non qualcosa.

Otto secoli di risonanza

Francesco — un uomo di parola, Wim Wenders

Wim Wenders — Francesco: un uomo di parola (2018)

Un parallelo tra il Francesco di Assisi e quello di Roma. L'enciclica Laudato si' cita il primo verso del Cantico in volgare umbro. Il documentario racconta un Santo letto attraverso la voce del pontefice, trasformando il cinema in strumento di dialogo tra epoche.

Roberto Benigni recita il Cantico delle Creature

Roberto Benigni — Il Cantico a voce viva (2022)

Un intero recital dedicato al Cantico: irresistibile all'inizio, mistico alla fine. Il cinema come atto di creazione — un regista plasma la luce, il tempo, il corpo degli attori. Come le creature del Cantico, i personaggi di un film escono dallo schermo e diventano riferimenti, specchi, compagni.

Dal «tue» al «sue»

Nel Cantico, Francesco si rivolge a Dio: «Laudato si', mi' Signore, cum tutte le tue creature». Il festival scrive: con tutte le sue creature. Una sola lettera di differenza che sposta il punto di vista: dal «tu» della preghiera al «lui» del racconto.

Non è una correzione a Francesco. È un prestito: accogliamo la sua frase e la portiamo nello spazio del cinema, dove gli artisti danno forma a ciò che prima non esisteva, per poi consegnarlo al pubblico.

Nessuna storia è insignificante, nessuno sguardo è trascurabile.
Tutto ci interessa e ci riguarda.